25/10/12

Anonymous Vs. Viminale

Il movimento hacker italiano rivendica l'intrusione informatica sui server del ministero dell'interno. Violati i sistemi informatici della polizia. Migliaia di documenti messi in rete. Tra i file centinaia di pagine sul movimento della Val Susa, sulle proteste degli studenti e sugli ambientalisti

Più di un giga di documenti, per un totale di oltre 3500 file. All'apparenza potrebbe rivelarsi una sorta di wikileaks tutto italiano l'ultimo "trofeo" offerto dal collettivo digitale Anonymous, che tra il 21 e 22 ottobre è penetrato nei server della Polizia di stato, scaricando il contenuto di hard disk teoricamente inviolabili. Email, rapporti, qualche foto ricordo, password e procedure di accesso ai portali più delicati del sistema giudiziario e delle forze dell'ordine; un vero e proprio zibaldone delle questure, da Gela fino ad Udine, che sta imbarazzando non poco i responsabili dei sistemi informatici del ministero dell'interno.
Tra i tanti files - che potranno essere analizzati e letti nelle prossime ore - spicca un'intera cartella dedicata al movimento NoTav. C'è un lungo rapporto - più di cinquanta pagine - intitolato «Monitoraggio dei sodalizi della sinistra e della destra antagonista», con l'elenco minuzioso dei tanti gruppi piemontesi dichiaratamente contrari all'alta velocità in Val di Susa. Nomi, area di riferimento - con il ritorno di sigle e gruppi antichi - movimenti, rapporti, il tutto minuziosamente compilato dalla questura di Torino, seguendo le precise indicazioni del ministero dell'interno, divulgate nei mesi scorsi. Spicca l'analisi superficiale delle formazioni di estrema destra, che occupano le ultime pagine del dossier, non riportando - paradossalmente - nessun episodio di «tensione o violenze». Alla voce «eventuale attività investigativa svolta» per le formazioni dell'estrema destra regolarmente i funzionari della questura di Torino annotano «nessuna», mostrando - almeno in questo caso - un certo preoccupante disinteresse per l'area neofascista. Nessun pericolo, dunque, dalle formazioni apertamente xenofobe e razziste; il vero nemico, per la polizia di stato, rimane l'area dell'antagonismo NoTav.
La lettura dei documenti riporta al passato degli anni '70, tra analisi schematiche della complessa realtà dei movimenti e un linguaggio decisamente grigio e burocratico. Nelle schede dedicate ai militanti NoTav spesso vi è il riferimento a «precorsa corrispondenza con codesto Ministero», mostrando l'attività di intensa intelligence realizzata dalle forze di polizia su ciò che accade nella sinistra radicale piemontese. L'interesse per i movimenti non si ferma alla Val di Susa. In una cartella contenuta negli hard disk copiati da Anonimous vi sono anche quattro foto scattate durante la manifestazione contro l'inquinamento della valle del Sacco a Colleferro, appena quindici giorni fa. Segno della probabile presenza di uno specifico dossier negli archivi del ministero dell'interno e di un monitoraggio particolarmente intenso del mondo ambientalista. Attenzione alta anche per gli studenti, il cui movimento - secondo la sezione ordine pubbico della questura di Udine - ha «al suo interno elementi riconducibili all'area antagonista della sinistra», mostrando «una certa ostilità nei confronti del ministro della pubblica istruzione Francesco Profumo».
Sul sito italiano di Anonymous ieri mattina è apparso il comunicato di annuncio dell'intrusione nei computer della polizia di stato: «Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, i vostri portali, documenti, verbali e molto altro», spiegano gli attivisti. Sul contenuto dei documenti scaricati gli hacker spiegano nei dettaglio l'importanza dell'operazione: «Documenti sui sistemi di intercettazioni, tabulati, microspie di ultima generazione, attività sotto copertura; file riguardanti i NoTav e i dissidenti; varie circolari ma anche numerose mail». In molte immagini divulgate ieri appaiono le schermate del sistema di email della polizia, mostrando la vulnerabilità degli account. Messaggi personali, scambi di documenti, credenziali per accedere ai sistemi di intercettazione: di certo la mole d'informazioni che potrebbe a breve divenire pubblica è enorme. Secondo il dipartimento della pubblica sicurezza Anonymous avrebbe in realtà violato solo alcune caselle di email e non i server dove transitano le informazioni più delicate: «Al momento non risulta alcuna violazione del server della Polizia - spiega una nota divulgata ieri pomeriggio -. Sono stati invece registrati indebiti accessi a diverse email personali di operatori di Polizia».

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