26/01/13

L'Inferno dello Stesso

 photo magictrick.jpgLa medusa rappresenta un'alterità così radicale che non si può guardarla senza morirne..

Di tutte le protesi che punteggiano la storia del corpo, quella del doppio e senza dubbio la piu antica. Ma i1 doppio, per·l’appunto, non è una protesi: è una figura immaginaria che, come l’anima, l’ombra, l’immagine allo specchio, assilla il soggetto come altro da lui, fa si che esso sia se stesso eppure non si assomigli mai, e lo assilla come una morte sottile e sempre scongiurata. Non sempre tuttavia: quando il doppio si materializza, quando diventa visibile, allora significa una morte imminente. E' come dire che la potenza e la ricchezza immaginarie del doppio, quelle su cui si gioca l’estraneità e al contempo l’intimita del sogetto a se stesso, poggiano sulla sua immaterialità, sul fatto che esso è e resta un fantasma. Chiunque può sognare, e ha dovuto sognare tutta la sua vita una duplicazione o una moltiplicazione perfetta del suo essere, ma tutto ciò ha soltanto la forza del sogno e si distrugge se vuole forzare il sogno nella realta. Lo stesso vale per la scena (primaria) della seduzione: è operativa solo se fantasmata,rimemorata, solo se non è mai reale. Era un elemento della nostra epoca quello di voler esorcizzare questo fantasma come si fa con gli altri, cioè di materializzarlo in carne e ossa e, in virtù di un totale controsenso, cambiare il gioco del doppio, quello di uno scambio sottile della morte con l’altro nell’eterità dello Stesso..

 Se l’individuo non si confronta piu con l’altro, è con se stesso che si scontra. Esso diventa il proprio·io anticorpo, tramite un rovesciamento offensivo del processo immunitario, un guasto del proprio codice, una distruzione delle proprieie difese. Ora, ogni nostra società punta a neutralizzare l’alterità, a distruggere l’altro in quanto riferimento naturale — nell’effusione asettica della comunicazione, nell’effusione interattiva, nell’illusione dello scambio e del contatto. A forza di comunicazione, questa società diventa allergica a se stessa. A forza di trasparenza nei confronti del proprio essere genetico, biologico e cibenetico, il corpo diventa allergico addirittura alla sua ombra. Tutto lo spettro dell’alterità negata resuscita come processo autodistruttore. La trasparenza del Male è anche questo. L’alienazi0ne è finita: l’Altro come sguardo, l’Altro come specchio, l’Altro come capacità, tutto finito. Ormai è la trasparenza degli altri a diventare la minaccia assoluta. Non c'è più un Altro come specchio, come superficie riflettente, e la coscienza di sé è minacciata di irradiazione nel vuoto. L’utopia della disalienazione; finita anch’essa. Il soggetto non è giunto a negarsi in quanto tale, nella prospettiva di una totalizzazione del mondo. Non c’e più negazione determinata del soggetto, non rimane altro che una indeterminazione della posizione di soggetto e della posizione dell’altro. Nell’indeterminazione il soggetto non è più né l’uno né l’altro, resta semplicemente lo Stesso. Sparisce la divisione di fronte alla demoltiplicazione. Ebbene, se l’altro può sempre nasconderne un altro, lo Stesso nasconde sempre solo se stesso. Questo è il nostro attuale ideale—clone: il soggetto espurgato dell’altro, espurgato della sua divisione e votato alla metastasi di se stesso, alla pura ripetizione. Non è più l'inferno degli altri, è l'inferno dello Stesso..

J. Baudrillard, La trasparenza del male