06/06/15

Vestiti sgargianti e tagli di capelli costosi: Turn on the bright lights, Interpol (I dischi dello scaffale)

Certo, il colpo d'occhio non mi fece storcere il naso, ma quasi. Vestiti sgargianti e tagli di capelli costosi sembravano sintomatici di una immagine accuratamente composta e destinata esclusivamente al denaro separato dal portafogli. Va bene essere sospettosi.
Ma il disco era pubblicato dalla Matador, rinomata etichetta indipendente, e non da una delle mastodontiche come RCA. Precisamente, Turn on the bright lights fu pubblicato dalla divisione hypester della Matador, dopo tre anni di fatiche nell'underground americano, ed è semplicemente un grande debutto. In verità avevo deciso di non pubblicare niente e postare solo il disco, pensavo che solo l'ascolto può rivelare per intero la bellezza di questo lavoro. Ma poi si comincia, ed è difficile fermarsi. Gl'Interpol non riescono ancora oggi a scrollarsi di dosso il paragone costante con i Joy Division, e le linee di basso di Carlos Dengler, e il drammatico stile del canto di Paul Banks lo confermano senza però quel sottinteso di snobbismo che sempre c'è quando si paragona un gruppo nuovo ad uno che ha fatto la storia. Le similitudini ci sono, la differenza, però, sta nella musica stessa: Joy Division suonavano un punk di basso profilo con una decisa malinconia minimalista. Interpol, nel frattempo, sono punk nella sola etica; la loro musica porta alcune delle firme del genere, ma s' immerge in un'atmosfera teatrale più grande, con un senso davvero snervante di alienazione e di malinconia. Con in più una produzione lussureggiante. Discutere degli alti e bassi di Bright Lights sarebbe solo spaccare il capello, data la sua totale consistenza, ma personalmente ritengo alcune tracce una spanna sopra le altre, come "New York", una delle due canzoni riportate dal loro omonimo EP, che è uno spettacolare conflitto di amore condizionato per le strade della loro città natale. Poche chiacchiere: Turn on the bright lights degli Interpol non riecheggia il mito della culturale giovane e vivace. Si tratta di un luogo più scuro e complicato, pieno anche di delusione e disconnessione. Ma è un prodotto del suo tempo e del suo luogo, ancora oggi uno dei più brillanti, sorprendenti e appassionati dischi che io abbia mai sentito..




Tracks: CD 1 (The Original Album, Remastered)
 01. Untitled
02. Obstacle 1
03. NYC
04. PDA
05. Say Hello To The Angels
06. Hands Away
07. Obstacle 2
08. Stella Was A Diver And She Was Always Down
09. Roland
10. The New
11. Leif Erikson

 CD 2 (The Bonus Material)
01. Interlude (iTunes single)
02. Specialist (Interpol EP)
03. PDA (First Demo, 1998)
04. Roland (First Demo, 1998)
05. Get The Girls (Song 5) (First Demo, 1998)
06. Precipitate (2nd Demo, 1999)
07. Song Seven (Original Version) (2nd Demo, 1999)
08. A Time To Be So Small (Orig Version) (2nd Demo,1999)
09. Untitled (Third Demo, 2001)
10. Stella (Third Demo, 2001)
11. NYC (Third Demo, 2001)
12. Leif Erikson (Third Demo, 2001)
13. Gavilan (Cubed) (Third Demo, 2001)
14. Obstacle 2 (Peel Session, 2001)
15. Hands Away (Peel Session, 2001)
16. The New (Peel Session, 2001)
17. NYC (Peel Session, 2001)



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